2015_01 - Lorenzo Rossi

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Concorso Internazionale Progetto Flaminio
Roma, 2015
 
L’area di concorso, situata nel quartiere Flaminio di Roma, è occupata attualmente da un complesso industriale militare dismesso e in stato di degrado. Questo rappresenta una cesura nel contesto urbano in cui si trova ed elemento di contraddizione rispetto alle intuizioni, che nel corso della storia più recente della città hanno permesso al quartiere di mettere a sistema grandi e medie strutture destinate ad eventi socio-culturali, non solo di scala locale ma anche urbana. Un sistema aperto e ben connesso da un’urbanizzazione progettata, che tutt’oggi ritrova le sue basi solide nel piano regolatore del 1909.
 
Il principio, che ha guidato sin dall’inizio l’idea progettuale, è stato considerare l’area di concorso votata a recepire questo spirito di apertura alla trasformazione. Si propone, quindi, la completa demolizione delle fabbriche per dare spazio ad un grande parco che ospiti le funzioni richieste dal bando, al fine di generare un sistema di rapporti col MAXXI e con l’intero quartiere. L’idea di città a cui il progetto si ispira è quella in cui le superfici verdi prevalgono sulle altre superfici, un ambiente urbano in cui i manufatti edilizi sono collegati tra loro da uno spazio ricco di vegetazione, in cui i percorsi pedonali e ciclabili non subiscono l’interferenza del traffico veicolare.
 
Il progetto propone di disporre la funzione residenziale, turistico ricettiva e commerciale, nella parte ovest dell’area con un affaccio su via Reni e uno su via Vignola, la Città della Scienza nella parte est. Fulcro del progetto è una grande piazza, dalla quale si snodano i percorsi e sulla quale affacciano le principali funzioni. Posta centralmente al lotto a ridosso di via Reni, la piazza si offre come naturale estensione dell’offerta di spazio aperto ai fruitori del MAXXI.
 
L’edificazione nella zona ovest è organizzata a partire da un basamento-piastra verde, che in parte è terrapieno e in parte ospita funzioni legate alla residenza e funzioni commerciali. Queste ultime si affacciano su corti interne e su una larga via pedonale (una mall a cielo aperto) che collega via Vignola a via Reni confluendo nella piazza centrale. La piastra verde è concepita come un paesaggio ed è piantumato, accessibile e fruibile come un parco e dotato di percorsi pedonali. La funzione di ombreggiamento estivo verrà garantita dall’inserimento di specie arboree a latifoglie inserite tra l’edificato e negli spazi aperti dove è prevista la sosta, mentre altre piantumazioni più intensive saranno usate come schermo rispetto al traffico veicolare . Al di sopra di questo elemento orizzontale sono organizzati dei volumi allungati di diverse altezze che ospitano residenze, funzioni ricettive e residenze sociali. La disposizione di questi elementi è guidata da studi legati ad un orientamento e un affaccio ottimale, ma anche a considerazioni specificatamente architettoniche, come la generazione di una dinamica tra i volumi stessi e più in generale come la creazione di relazioni sia visive che funzionali. In particolare si è pensato ad un’edificazione densa e in parte anche sviluppata in altezza, disposta in modo da avere affacci sul verde e che sia schermata dalla vegetazione.
 
L'area delle attrezzature pubbliche di quartiere è costituita dalla piazza centrale, dalla via pedonale commerciale e da un parco pubblico attrezzato posto a prolungamento della piazza, di fronte alla Città della Scienza. L'intera area di progetto è dotata di un'alta percentuale di superficie a verde e tutti i percorsi al suo interno sono pedonali. i parcheggi sono ricavati nel sottosuolo nella zona residenziale, con accesso da via Reni e da via Vignola, e al di sotto della Città della Scienza, con ingresso da via Reni. Altri parcheggi per la sosta limitata saranno ricavati lungo i bordi dell'area. La Città della Scienza, come specificato nel bando di concorso, viene individuata nella sua posizione dell'area e nel suo ingombro. Si ipotizza un'articolazione del volume in modo da privilegiare il suo rapporto con la piazza e lo spazio pubblico antistante. Il complesso si inserisce nel contesto urbano in cui è situato, ma nel contempo reagisce articolandosi e tramite una semicorte (eventualmente coperta o schermata) si apre al resto dell'area e genera una serie di relazioni.L’area di concorso, situata nel quartiere Flaminio di Roma, è occupata attualmente da un complesso industriale militare dismesso e in stato di degrado. Questo rappresenta una cesura nel contesto urbano in cui si trova ed elemento di contraddizione rispetto alle intuizioni, che nel corso della storia più recente della città hanno permesso al quartiere di mettere a sistema grandi e medie strutture destinate ad eventi socio-culturali, non solo di scala locale ma anche urbana. Un sistema aperto e ben connesso da un’urbanizzazione progettata, che tutt’oggi ritrova le sue basi solide nel piano regolatore del 1909.
 
 
Il principio, che ha guidato sin dall’inizio l’idea progettuale, è stato considerare l’area di concorso votata a recepire questo spirito di apertura alla trasformazione. Si propone, quindi, la completa demolizione delle fabbriche per dare spazio ad un grande parco che ospiti le funzioni richieste dal bando, al fine di generare un sistema di rapporti col MAXXI e con l’intero quartiere. L’idea di città a cui il progetto si ispira è quella in cui le superfici verdi prevalgono sulle altre superfici, un ambiente urbano in cui i manufatti edilizi sono collegati tra loro da uno spazio ricco di vegetazione, in cui i percorsi pedonali e ciclabili non subiscono l’interferenza del traffico veicolare.
 
Il progetto propone di disporre la funzione residenziale, turistico ricettiva e commerciale, nella parte ovest dell’area con un affaccio su via Reni e uno su via Vignola, la Città della Scienza nella parte est. Fulcro del progetto è una grande piazza, dalla quale si snodano i percorsi e sulla quale affacciano le principali funzioni. Posta centralmente al lotto a ridosso di via Reni, la piazza si offre come naturale estensione dell’offerta di spazio aperto ai fruitori del MAXXI.
 
L’edificazione nella zona ovest è organizzata a partire da un basamento-piastra verde, che in parte è terrapieno e in parte ospita funzioni legate alla residenza e funzioni commerciali. Queste ultime si affacciano su corti interne e su una larga via pedonale (una mall a cielo aperto) che collega via Vignola a via Reni confluendo nella piazza centrale. La piastra verde è concepita come un paesaggio ed è piantumato, accessibile e fruibile come un parco e dotato di percorsi pedonali. La funzione di ombreggiamento estivo verrà garantita dall’inserimento di specie arboree a latifoglie inserite tra l’edificato e negli spazi aperti dove è prevista la sosta, mentre altre piantumazioni più intensive saranno usate come schermo rispetto al traffico veicolare . Al di sopra di questo elemento orizzontale sono organizzati dei volumi allungati di diverse altezze che ospitano residenze, funzioni ricettive e residenze sociali. La disposizione di questi elementi è guidata da studi legati ad un orientamento e un affaccio ottimale, ma anche a considerazioni specificatamente architettoniche, come la generazione di una dinamica tra i volumi stessi e più in generale come la creazione di relazioni sia visive che funzionali. In particolare si è pensato ad un’edificazione densa e in parte anche sviluppata in altezza, disposta in modo da avere affacci sul verde e che sia schermata dalla vegetazione.
 
L'area delle attrezzature pubbliche di quartiere è costituita dalla piazza centrale, dalla via pedonale commerciale e da un parco pubblico attrezzato posto a prolungamento della piazza, di fronte alla Città della Scienza. L'intera area di progetto è dotata di un'alta percentuale di superficie a verde e tutti i percorsi al suo interno sono pedonali. i parcheggi sono ricavati nel sottosuolo nella zona residenziale, con accesso da via Reni e da via Vignola, e al di sotto della Città della Scienza, con ingresso da via Reni. Altri parcheggi per la sosta limitata saranno ricavati lungo i bordi dell'area. La Città della Scienza, come specificato nel bando di concorso, viene individuata nella sua posizione dell'area e nel suo ingombro. Si ipotizza un'articolazione del volume in modo da privilegiare il suo rapporto con la piazza e lo spazio pubblico antistante. Il complesso si inserisce nel contesto urbano in cui è situato, ma nel contempo reagisce articolandosi e tramite una semicorte (eventualmente coperta o schermata) si apre al resto dell'area e genera una serie di relazioni.

 
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